......ANDARE OLTRE A CIO' CHE VEDI...ANCHE SE PALPABILE, a volte la realtà è diversa...

Grazie per le vostre 144.000 visite, sono stimolanti .Clicca su foto.

Grazie per le vostre 144.000 visite, sono stimolanti .Clicca su foto.
Gay è bello....anche in vacanza in Vallèe d'Aoste

sabato 31 ottobre 2009

Centauri II



I centauri




ingrandisci
Spiegato chi erano per gli antichi i centauri, vediamo come questi bruti (ma non solo) s’inseriscono nelle leggende.

Già le origini sono controverse. Fra gli ulivi e le calli pescose del Peloponneso andava per la maggiore la leggenda che il progenitore della stirpe, Centauro appunto, fosse figlio di Issione e di Nefele (Nube). Issione era un ancestrale re dei Lapiti, altra popolazione della Tessaglia, nonché figlio del dio Ares. Il sovrano era famoso per essere stato il primo essere umano della storia a uccidere un parente, Deioneo, suo suocero, che tanto per la cronaca fu arso vivo. Pare che Issione ottenne il perdono degli dèi, e finì per essere accolto da Zeus sull’Olimpo. Ma anche lì non riusciva a stare fuori dai guai e non trovò niente di meglio che cercare di mettere le mani addosso alla first lady locale, Era. Il ragazzo non sapeva contenere i propri istinti. Zeus, che di trasformazioni era esperto per via di certe sue scappatelle, trasformò una nuvola (o uno spirito dei venti, in qualche versione) nella dea. Issione si accoppiò con quella, e dall’unione nacque proprio il mostruoso Centauro.

Tanto razionale l’equino rampollo non doveva essere, più che altro un brutale primitivo più bestia che uomo. Centauro ebbe migliaia di unioni con le giumente del molte Pelio e le pianure sottostanti. Ebbe così origine la sua stirpe.



ingrandisci
Nonostante le origini comuni, o forse proprio per quelle, Lapiti e Centauri furono sempre pessimi vicini di casa. Va sottolineato che gli stessi Lapiti godevano della nomea di popolo primitivo e dedito alla violenza, sebbene un tantino più civili dei loro mostruosi cugini lo erano.

Ai tempi del regno di Piritoo, accadde che il re decise di convolare a nozze con la bella Ippodamia, il cui nome guarda caso significa “colei che doma i cavalli”.

E con i cavalli i Lapiti avevano a che fare parecchio, come d’altronde il loro sovrano.

Suocera di Ippodamia era infatti era l’umana Dia, ma il suocero altri non era se non Zeus, che per mettere incinta la futura madre del Re aveva dovuto assumere la forma di un bellissimo cavallo.

E gli stessi greci attribuivano ai Lapiti l’invenzione del morso e delle briglie (la staffa non la conoscevano ancora, è un’invenzione medievale).

E così un po’ per certe parentele equine e affinità varie coi quadrupedi, Piritoo decise d’invitare al proprio matrimonio proprio il popolo dei centauri. I nostri zoccoluti amici arrivarono al banchetto con tutte le buone intenzioni; tirati a lucido, strigliati, non portavano le armi e qualcuno di loro aveva perfino osato provare per la prima volta l’emozionante esperienza di farsi un bagno.

Nessun commento: