......ANDARE OLTRE A CIO' CHE VEDI...ANCHE SE PALPABILE, a volte la realtà è diversa...
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sabato 30 ottobre 2010
mercoledì 13 ottobre 2010
venerdì 9 luglio 2010
mercoledì 12 agosto 2009
ORNELLA VANONI ( Sempre nel mio cuore)
Rientrata a Milano, su suggerimento di un'amica della Mamma che loda la sua voce, si iscrive alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, allora diretta da Giorgio Strehler. Il Maestro, che diventerà presto suo compagno, decide di farla anche cantare e per lei "inventa" le canzoni della mala, in buona parte scritte da lui con Fiorenzo Carpi, Gino Negri e Dario Fo.
In teatro, Ornella aveva comunque già debuttato nel '57 ne "I Giacobini" di Federico Zardi.
L'incontro con Gino Paoli avviene nel 1960. Ne scaturisce un amore importante ed una collaborazione autore-interprete di brani memorabili tra cui un capolavoro: "Senza fine"
Ornella alterna teatro e musica.
1960 Sposa il grande imprenditore teatrale Lucio Ardenzi, dal quale nel 1962 nascerà il figlio Cristiano.
1961 vince il premio S. Genesio come miglior attrice per "L'idiota" di Achard.
1963 ancora premio a S. Genesio per "La fidanzata del bersagliere" di Anton.
1963 "Rugantino" di Garinei, Giovannini e Trovaioli debutta a Milano il 12 ottobre e prosegue in tutta Italia e ottiene un enorme successo perfino a Broadway nel 1964.
Vince il Festival di Napoli (1964 "Tu si na cosa grande" di Modugno). E' seconda a Saremo (1968 "Casa Bianca" di Don Backy). Molti successi discografici epocali (La musica è finita, Una ragione di più, Domani è un altro giorno, Tristezza, Mi sono innamorata di te, L'appuntamento, Dettagli…).
Nel 1974 si trasferisce a Roma e fonda la sua casa discografica "Vanilla".
Lungo sodalizio con Sergio Bardotti;
Il primo, del 1976, è "La voglia, la pazzia, l'incoscienza e l'allegria", il fantastico incontro con il Brasile di Vinicius de Moraes e Toquinho.
1977 "Io dentro, io fuori", disco doppio e tournée con i New Trolls, incontro con la musica di tendenza dell'epoca.
Dello stesso anno una hit parade altissima con "Più" in coppia con Gepi.
1978-83 torna a vivere nella sua Milano. E' sempre più la signora della canzone, raffinata, sofisticata, come il made in Italy. Gianni Versace si occupa del suo look.
"Ricetta di donna", "Duemilatrecentouno parole" e "Uomini" sono tre dischi della maturità, del passaggio di Ornella da sex symbol intelligente a signora moderna con la penna in mano. Bardotti la porta a scrivere i testi che interpreta. (Musica, musica, e Vai Valentina sono i due maggiori successi di questo periodo) Continua in questi lavori la ricerca degli incontri musicali: Loredana Berté, Caterina Caselli, Gerry Mulligan, Lucio Dalla. C'è persino una fugace ricomparsa di Gino Paoli…….
1984-85 Eccoli di nuovo, Gino e Ornella. Una tournée di tutto esaurito e un disco live, "Insieme", e " Ti lascio una canzone".
Anno di ritorni, l'85, anche in Teatro, con Albertazzi: "Commedia d'amore" di Bernard Slade.
1986 un progetto discografico ambizioso: in un momento di massima crisi della canzone italiana, Ornella e Bardotti issano il tricolore a Manhattan. Ornella interpreta grandi successi italiani di tutti i tempi e di tutti gli stili, da C.A. Rossi a Cocciante, insieme ai maggiori jazzisti del mondo.
Nasce "Ornella e…" con George Benson, Herbie Hankock, Steve Gadd, Gil Evans, Michael Brecker, Ron Carter.... Finisce praticamente con questo lavoro la collaborazione con Bardotti, che si dedica a tempo pieno alla tv.
Del 1987 sono un disco e una tournée di altissimo stile e livello, il progetto "O" è firmato da Ivano Fossati e Gregg Walsh. Il cerchio musica-teatro si salda, nella tournée con l'impianto scenico innovativo e inimitabile dell'amico Arnaldo Pomodoro.
L'altro importante produttore artistico di Ornella è Mario Lavezzi, che lungo gli anni ‘90 e all'inizio del nuovo millennio è riuscito a connotare con successo un nuovo stile di Ornella.
"Stella nascente" (1992) , disco d'oro, il bellissimo "Sheerazade", le fantastiche cover di "un panino, una birra e poi" (2001, disco di platino) e di "La tua bocca da baciare" (2001) ne sono i lavori principali.
Degli anni ‘90 è anche Argilla (1998), frutto della collaborazione con artisti sperimentali, come il produttore-arrangiatore Beppe Quirici (Ivano Fossati) e il jazzista Paolo Fresu.
Il 22 settembre 2004 è un giovedì di un compleanno importante: due giorni dopo esce il nuovo disco con l'amico Gino: tutti brani nuovi, che guardano avanti: "ti ricordi? no non mi ricordo".
Per la nostalgia, ancora una volta, c'è tempo.
Il primo febbraio 2005 inizia l'omonima tournée teatrale che durerà due anni con più di cento rappresentazioni e fa registrare il tutto esaurito in tutti i teatri d'Italia. Nel corso della tournée vengono realizzati un doppio CD e un doppio DVD Live.
Debutto al Festival Magna Grecia Teatro 2007 di "Femmina e Fuoco - Voci dal mito".
Ornella interpreta i grandi miti greci nello spettacolo diretto da Giancarlo Cauteruccio. Testo originale del poeta Roberto Mussapi. Musiche di Raffaele Brancati e Gennaro De Rosa; dipinti/proiezioni di Teresa Maresca.
Il 30 novembre 2007 inizia la tournée (che proseguirà fino a maggio 2008) "Una bellissima ragazza" (cd di inediti uscito il 28 di settembre), concerto-spettacolo – le scenografie di Giancarlo Cauteruccio e la direzione musicale di Mario Lavezzi - che la porta nei maggiori teatri d'Italia ed in Spagna dove partecipa al "Festival Ellas Crean" al National Auditorium di Madrid e a "Le voci d'Italia" rassegna organizzata nello splendido Palau de la musica catalana di Barcellona.
Nell'estate 2008 in tour con "Ornella Live 2008" in luoghi storici e magici d'Italia. Ed importanti partecipazioni: "Omaggio a Rosa Balistieri" con Carmen Consoli a Catania, "Musica per i borghi" dove duetta con Giorgia a Marsciano, l' "Omaggio a Fabrizio De André" in seno al "Time in Jazz" di Paolo Fresu a L'Agnata, "Caulonia Festival" con Eugenio Bennato a Caulonia Superiore.
Il 2008 è anche l'anno di importanti riconoscimenti: "Premio Milanodonna - le donne che hanno fatto grande Milano", "Premio Marisa Bellisario Speciale alla Carriera " dedicato a "Le donne che progettano il futuro: innovazione, creatività, meritocrazia". "Premio Lunezia" con la seguente motivazione: «Conferimento al valore musical-letterario dell'album « Una bellissima ragazza».
L'anno si chiude con l'uscita, il 17 di ottobre, di un nuovo cd "PIU' DI ME" - in pochi mesi doppio disco di platino - dove molti dei migliori artisti italiani duettano con lei, con l'omaggio "Milano per Ornella" tradotto in uno spettacolare concerto a piazza del Duomo dove assistono 30.000 persone e con uno spettacolo"Ornella ancora più di me" in prima serata RAI 1
Poco prima di partire per il nuovo "Tour Più di Me 2009", Ornella partecipa al 59mo Festival di Sanremo come madrina della giovane Simona Molinari con il brano "Egocentrica".
sabato 25 ottobre 2008
Domani è un'altro giorno....
E’ uno di quei giorni che ti prende la malinconia
che fino a sera non ti lascia più
la mia fede è troppo scossa ormai ma prego e penso fra di me
proviamo anche con Dio non si sa mai
e non c’è niente di più triste in giornate come queste
che ricordare la felicità sapendo già che è inutile ripetere:
chissà ? Domani e’ un altro giorno si vedrà
è uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
bilancio che non ho quadrato mai
posso dire d’ogni cosa che ho fatto a modo mio
ma con che risultati non saprei
e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso non lo faccio più ho sempre detto in ultimo :
ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà
è uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
beato te si beato te
io di tutta un’esistenza spesa a dare,
dare, dare …. non ho salvato niente, neanche te
ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
che tu potresti ritornare qui e come tanto tempo fa ripeto :
chi lo sa ?
Domani è un altro giorno si vedrà
e oggi non m’importa della stagione morta
per cui rimpianti adesso non ho più
e come tanto tempo fa ripeto : chi lo sa ? Domani e’ un altro giorno si vedrà
Domani e’ un altro giorno si vedrà.
( Ho la testa tanto confusa.Quando avrò messo un pò d'ordine nella mia vita e nei miei pensieri mi farò vivo. )
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giovedì 16 ottobre 2008
venerdì 10 ottobre 2008
martedì 9 settembre 2008
10 anni dopo, semplicemente... LUCIO BATTISTI
Lucio Battisti
lasciandoci però qualcosa di molto prezioso:
la sua musica.
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venerdì 5 settembre 2008
La canzone dei vecchi amanti (La chanson des vieux amant ) J.Brel
La canzone dei vecchi amanti
Mille volte tu dicesti basta____________mille volte io me ne andai via.
Ed ogni mobile ricorda _______________ in questa stanza senza culla
i lampi dei vecchi contrasti____________non c'era più una cosa giusta
avevi perso il tuo calore________________ed io la febbre di conquista.
ti amo ancora sai ti amo
So tutto delle tue magie________________e tu della mia intimità
sapevo delle tue bugie__________________tu delle mie tristi viltà.
So che hai avuto degli amanti________bisogna pur passare il tempo
per riuscire ad invecchiare______________ senza diventare adulti.
ti amo ancora sai ti amo.
Il tempo passa e ci scoraggia_____________tormenti sulla nostra via
ma dimmi c'é peggior insidia___________che amarsi con monotonia.
Adesso piangi molto dopo_______________io mi dispero con ritardo
non abbiamo più misteri_______________si lascia meno fare al caso
scendiamo a patti con la terra_________però é la stessa dolce guerra.
Brel
Et chaque meuble se souvient-----------Dans cette chambre sans berceau
Des éclats des vieilles tempêtes--------------Plus rien ne ressemblait à rien
Tu avais perdu le goût de l'eau------------------Et moi celui de la conquête
{Refrain:}
Mais mon amour
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour
Je t'aime encore tu sais je t'aime
Moi, je sais tous tes sortilèges---------------Tu sais tous mes envoûtements
Tu m'as gardé de pièges en pièges----------Je t'ai perdue de temps en temps
Bien sûr tu pris quelques amants---------------Il fallait bien passer le temps
Il faut bien que le corps exulte------------------------Finalement finalement
Il nous fallut bien du talent-----------------Pour être vieux sans être adultes
{Refrain}
Oh, mon amour
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour
Je t'aime encore, tu sais, je t'aime
Et plus le temps nous fait cortège-----------Et plus le temps nous fait tourment
Mais n'est-ce pas le pire piège---------------Que vivre en paix pour des amants
Bien sûr tu pleures un peu moins tôt-------------Je me déchire un peu plus tard
Nous protégeons moins nos mystères------------On laisse moins faire le hasard
On se méfie du fil de l'eau-------------------Mais c'est toujours la tendre guerre
{Refrain}
Oh, mon amour...
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour
Je t'aime encore tu sais je t'aime
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In questa splendida canzone c’è l’essenza dell’amore, l’ amore oltre il tempo e la ragione, l’amore che perdona che implora, l’amore indifferente ai segni del tempo, l’amore di chi si è amato a dispetto di tutti e di tutto, del dolore, del tradimento, dell’abbandono, della follia. L’amore cieco. L’amore.
venerdì 29 agosto 2008
Edith Piaf, povero PASSEROTTO di Francia
Édith Piaf (pseudonimo di Édith Giovanna Gassion;nata a Parigi, 19 dicembre 1915 Morta a – Grasse, 11 ottobre 1963) è stata una grande cantante francese, una interprete del filone realista (chanteuse réaliste). Nota anche come "Passerotto", come veniva amorevolmente chiamata (passerotto infatti nell'argot di Parigi si dice piaf), ha deliziato le folle tra gli anni trenta e sessanta.
La sua voce, caratterizzata da mille sfumature, era in grado di passare improvvisamente da toni aspri e aggressivi a toni dolcissimi; inoltre sapeva far percepire in modo unico la gioia con il suono della sua voce. È la cantante che con le sue canzoni ha anticipato il senso di ribellione tipico dell'inquietudine che contraddistinse diversi intellettuali della "rive gauche" del tempo come: Juliette Greco, Roger Vadim, Boris Vian, Albert Camus ecc. In molti casi era lei stessa l'autrice dei testi delle canzoni che tanto magistralmente interpretava.
La vita di Édith Piaf fu sfortunata e costellata da una miriade di fatti negativi: incidenti stradali, coma epatici, interventi chirurgici, delirium tremens e anche un tentativo di suicidio. In una delle sue ultime apparizioni pubbliche la si ricorda piccola e ricurva, con le mani deformate dall'artrite, e con radi capelli; solo la sua voce era inalterata e splendida come sempre.
Un asteroide scoperto nel 1982 porta il suo nome: 3772 Piaf.
La ragazzina-passerotto era questo mucchietto di ossa e di carne che arrivava a malapena al metro e mezzo, due grandi occhi febbrili, la fronte bombata, le lunghe mani tenute nascoste dietro la schiena, una voce che si alzava cristallina e vigorosa e sembrava dovesse da un momento all’altro schiantare quel fisico più ridicolo che fragile, nato in tempo di guerra e poi malamente cresciuto in una Francia postbellica dove i «folli anni Venti» artistici e mondani erano anche i «tragici anni Venti» proletari e plebei, prostituzione e miserie, alcolismo e violenza. Figlia di una cantante di strada alcolizzata e tossicomane e di un saltimbanco, cresciuta in un bordello, tubercolotica e afflitta da una cheratite che rischiò di trasformarsi in cecità perenne, ragazza-madre dalla vita sessuale promiscua e disordinata, amante di magnaccia da quattro soldi, la Môme-Piaf, la ragazzina-passerotto, appunto, a vent’anni ne dimostrava quindici ed era divenuta famosa dalla sera alla mattina. Quando morì, ne aveva quarantasette ed era un rudere piegato dall’artrosi, rovinato dalla morfina e dall’alcol.Nota: io non so perchè ma già da bambino (tre o quattro anni) ricordo che quando sentivo quella " voce particolare" alla radio , smettevo di giocare e mi sedevo vicino alla radio ad ascoltare quel passerotto che cantava, anche la mia mamma cantava sempre ed ora a ripensarci il tono della voce era molto simile.
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martedì 12 agosto 2008
OMAGGIO alla indimenticabile DALIDA
Nel 1981 Dalida festeggia i 25 anni di carriera con la consegna di un disco di diamante per aver venduto 86 milioni di dischi in tutto il mondo e per aver interpretato ben 38 dischi d'oro in 7 lingue.

Pour ne pas vivre seul ,On vit avec un chien On vie avec des roses, ou avec une croix
Pour ne pas vivre seul, On's fait du cinema On aime un souvenir, une ombre, n'importe quoi
Pour ne pas vivre seul, On vit pour le printemps et quand le printemps meurt, pour le prochain printemps
Pour ne pas vivre seule, Je t'aime et je t'attends pour avoir l'illusion, de ne pas vivre seule
Pour ne pas vivre seul des filles aiment des filles et l'on voit des garcons epouser des garcons
Pour ne pas vivre seul, D'autres font des enfants, des enfants qui sont seuls comme tous les enfants
Pour ne pas vivre seul ,On fait des cathedrales , ou tous ceux qui sont seuls ,s'accrochent a une ètoile
Pour ne pas vivre seul ,Je t'aime et je t'attends, pour avoir l'illusion ,de ne pas vivre seul
Pour ne pas vivre seul, On se fait des amis et on les rèunit ,quand vient les soirs d'ennui
On vit pour son argent ses rèves, ses palaces ,mais on a jamais fait ,un cercueil à deux places
Pour ne pas vivre seul, Moi je vis avec toi ,je suis seule avec toi, tu es seul avec moi
Pour ne pas vivre seul, On vit comme ceux qui veulent, se donner l'illusion, de ne pas vivre seul.
A Montmartre, il 3 maggio 1987, Dalida si toglie la vita, a vent'anni dal primo tentativo e a dieci dal secondo.
Accanto al corpo lascia appena un biglietto: "La vita mi è insopportabile. Perdonatemi.".
Ecco quando dico guardare oltre ,.. osservate quegli occhi...
....quanta solitudine.
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sabato 9 agosto 2008
Ecco espresso un sentimento con le parole di questa canzone. ( a P.)


Il venait d'avoir 18 ans, Il était beau comme un enfant ,Fort comme un homme
C'était l'été évidemment , Et j'ai compté en le voyant , Mes nuits d'automne
J'ai mis de l'ordre à mes cheveux , Un peu plus de noir sur mes yeux, Ça l'a fait rire
Quand il s'est approché de moi, j'aurais donné n'importe quoi, Pour le séduire
Il venait d'avoir 18 ans, C'était le plus bel argument, De sa victoire
Il ne m'a pas parlé d'amour, Il pensait que les mots d'amour, Sont dérisoires
Il m'a dit: "j'ai envie de toi", Il avait vu au cinéma , Le blé en herbes
Au creux d'un lit improvisé, J'ai découvert émerveillée, Un ciel superbe
Il venait d'avoir 18 ans , Ça le rendait presqu' insolent , De certitude
Et pendant qu'il se rhabillait , Déjà vaincue, je retrouvais, Ma solitude
J'aurais voulu le retenir, Pourtant je l'ai laissé partir, Sans faire un geste
Il m'a dit "c'était pas si mal", Avec la candeur infernale, De sa jeunesse
J'ai mis de l'ordre à mes cheveux, Un peu plus de noir sur mes yeux, Par habitude
J'avais oublié simplement,... Que j'avais deux fois 18 ans.
(Pascal Sevran)
.Appena compiuti 18 anni, Era bello come un bambino, Forte come un uomo
Come l'estate mi incendiò, E io contai guardandolo, Le mie notti d'autunno
Ho messo ordine ai miei capelli, Un pò più di nero sui miei occhi, Questo lo ha divertito
Quando si è avvicinato a me, Avrei pagato non so che, Pur di sedurlo,
Diciotto anni e stava lì, Era già tutta nell'età, La sua vittoria,
Non mi ha parlato d'amore, Diceva che le parole d'amore, Sono vecchie storie
Mi ha detto "Ho voglia di te" , Il suo respiro su di me, Aveva fretta
In fondo a un letto improvvisato, Ho scoperto meravigliata, Un cielo Superbo
Aveva appena 18 anni, questo lo rendeva quasi insolente, Di sicurezza
E si era appena rivestito, E io sconfitta, Ritrovavo la mia tristezza
Avrei voluto trattenerlo, Ma per fermarlo non tentai, Neppure un gesto,
Lui mi ha detto "non è stato così male", Con il candore infernale, Della sua Giovinezza
Ho rimesso in ordine i miei capelli, Un pò più di nero sopra i miei occhi, Come d'abitudine.
Avevo dimenticato per un pò semplicemente , Che io avevo 2 volte 18 anni.











